ASSEMBLEA PUBBLICA |
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Anche nella nostra provincia circa 150 dei 25mila profughi arrivati in Italia dall'inizio del conflitto libico si vedono negato lo status di rifugiati a causa della loro cittadinanza non-libica e rischiano di essere condannati ad una vita di clandestinità. Una rete di enti, tra cui Centro Astalli e Cooperativa Villa S. Ignazio, appoggiando una petizione nazionale sempre più condivisa, sta chiedendo alle autorità locali il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Dopo il partecipato incontro con padre Alex Zanotelli il comitato trentino invita ad una nuova assemblea pubblica giovedì 12 gennaio ore 20.30 presso la sala circoscrizionale S. Giuseppe-S. Chiara. Per approfondire una questione, umana e sociale, di estrema urgenza...
NON LAVIAMOCENE LE MANI!
Trento - Emergenza dinieghi: che fare?
Passi concreti per tutelare il percorso di accoglienza dei richiedenti asilo fuggiti dal conflitto in Libia
Dopo il partecipato incontro con padre Alex Zanotelli (3 gennaio, guarda il video), dopo l’intervento in aula del sindaco di Rovereto Andrea Miorandi, dopo la raccolta firme a sostegno della petizione di Melting Pot per un permesso umanitario ai richiedenti asilo fuggiti dalla Libia, petizione sottoscritta anche dal sindaco di Trento Alessandro Andreatta e dal vescovo di Trento mons. Luigi Bressan, la rete delle associazioni e dei singoli che in questi mesi hanno accompagnato il percorso di accoglienza dei richiedenti asilo fuggiti dalla guerra in Libia, per capire che cosa possono fare le istituzioni, a livello comunale e provinciale, affinché non siano vanificati mesi di attività a favore dell’integrazione e non siano espulse nella clandestinità persone fuggite da una guerra, propone:
Giovedì 12 gennaio, ore 20.30
Sala della Circoscrizione S.Giuseppe-S.Chiara
Via Perini 2 – Trento
Assemblea pubblica con:
Marco Paggi avvocato, esperto di immigrazione e diritto d’asilo, membro della Segreteria nazionale dell’ASGI, Associazione Studi Giuridici Immigrazione
Pierluigi La Spada coordinatore del Cinformi, il Centro informativo per l’immigrazione dell’Assessorato alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza della Provincia Autonoma di Trento
Paola Rosà giornalista e traduttrice, esponente della rete di associazioni e volontari attivi nel percorso di accoglienza dei migranti
Modera: Andrea Cagol giornalista
Venticinquemila persone fuggite dal conflitto in Libia hanno chiesto asilo in Italia, ed anche in provincia di Trento le istituzioni locali e la rete dell’associazionismo e del volontariato hanno garantito condizioni di accoglienza efficaci e rispettose della dignità delle persone. Ma le apposite Commissioni che esaminano le domande di asilo stanno rispondendo in maniera massiccia con un diniego.
Le decisioni di diniego sono fondate su un teorema molto semplice: se è vero che la guerra in Libia costituisce un motivo di fuga, la domanda di protezione viene valutata invece in base alla nazionalità dei richiedenti asilo, e quindi valutando persecuzioni e rischi eventuali nel paese d’origine. E poiché in grandissima parte non sono libici i profughi della guerra di Libia giunti in Italia (e così anche la maggioranza delle 250 persone giunte in Trentino) non vedono accolta la loro domanda di asilo, con l'eccezione di somali ed eritrei, non espellibili per la situazione critica dei loro paesi.
Tutti gli altri perlopiù hanno ricevuto o stanno ricevendo il diniego e, pertanto, devono tornare nel loro paese d’origine, da cui in alcuni casi mancano anche da una decina di anni. I ricorsi, molto onerosi, non saranno comunque in molti casi sufficienti, così, dopo aver subito la violenza delle torture libiche o la minaccia dei bombardamenti, migliaia di persone rischiano la clandestinità, la condizione di “non-persona” condannata all’invisibilità e all’emarginazione, allo sfruttamento anche da parte dei circuiti della criminalità.
Un destino non giusto né inevitabile perché esistono soluzioni alternative compatibili con le leggi nazionali ed internazionali e rispettose della dignità delle persone. Per questo, chiediamo l’immediato rilascio di un titolo di soggiorno umanitario attraverso l’istituzione della protezione temporanea o le altre forme previste dall’ordinamento giuridico.
Promotori:
Associazione Babilonia, Rovereto; Associazione Girella, Rovereto; Associazione LIMEN, Trento; ATAS onlus; Caritas diocesana di Trento; Centro Astalli Trento; Centro sociale Bruno; Comitato delle Associazioni per la Pace e i Diritti Umani di Rovereto; Comitato Non laviamocene le mani; Cooperativa Città Aperta; Cooperativa Punto d’Incontro; Cooperativa Villa S. Ignazio; Fondazione Comunità Solidale; Gruppo Emergency di Rovereto; Gruppo Raab; Osservatorio Cara Città, Rovereto; Punto d’Approdo; Tam Tam per Korogocho; Tavolo Trentino con Kraljevo; Volontari in Strada; Volontari per l’Emergenza Nord Africa. |
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